

LA nostra cultura
Prendersi cura di un patrimonio tramandato nel tempo e custodito dai nostri artigiani. Un sapere che rispetta i ritmi della natura, valorizzando fiori e frutti di stagione attraverso gesti lenti.
il gesto dei nostri artigiani
Le nostre creazioni sono realizzate a mano, espressione di una cultura che continua a evolvere senza perdere le proprie radici.
Crediamo che il tempo sia un ingrediente essenziale: rispettiamo i lunghi processi delle ricette tramandate attraverso le generazioni, preservandone il valore, l’autenticità e l’unicità.
L'arte del confettiere
Nel XIX secolo il confettiere era l'artigiano che, attraverso le sapienti lavorazioni dello zucchero, sapeva conservare i prodotti della natura e riprodurne forma, sapore e magia.
le botteghe, il cuore della nostra fabbrica
La produzione è ancora organizzata secondo il modello ottocentesco francese e italiano, con la divisione per reparti di un grande laboratorio: questi reparti, chiamati botteghe, sono guidati dai nostri artigiani che seguono fedelmente i ricettari sia dell’antica figura del “confiseur-chocolatier”.
la bottega del cioccolato
Il cioccolato prende forma attraverso lavorazioni artigianali che uniscono il gesto sapiente alle ricette tramandate nel tempo.
Ancora oggi la produzione utilizza macchinari storici che continuano a operare secondo i tempi richiesti dai processi del passato.
Il miscelatore in granito De Batiste del 1863, la raffinatrice a cilindri d'acciaio Carle & Montanari degli anni Cinquanta del Novecento e la conca longitudinale in granito Melzi della stessa epoca affinano
lentamente la massa di cacao, esaltandone consistenza e aromi senza alterarne l'identità. Da questa lavorazione nascono il cioccolato fondente e al latte, trasformati in tavolette, praline e cioccolatini artigianali.
Insieme alla produzione del cioccolato concato continua la realizzazione del raro cioccolato Santè, preparato esclusivamente con cacao e zucchero secondo la ricetta ottocentesca, una preziosa testimonianza delle origini dell'arte cioccolatiera.
la bottega dei confetti
«La dragée est la partie la plus difficile des travaux du confiseur», scriveva Barbier Duval ne L'Art du Confiseur Moderne (Parigi, 1879). La confettatura è da sempre considerata una delle lavorazioni più complesse dell'arte dolciaria, perché richiede esperienza, sensibilità e tempi lenti di processo.
Per secoli veniva eseguita nella branlante, la tradizionale bassina azionata a mano, che consentiva al confettiere di controllare con precisione ogni fase della lavorazione. A partire dalla metà dell'Ottocento le bassine di rame meccaniche ne facilitarono il lavoro, ma ancora oggi la qualità di un confetto dipende dall'esperienza di chi lo
realizza e dalla cura dedicata a ogni singolo passaggio.
La confettatura si svolge in piccole quantità, utilizzando esclusivamente zucchero puro, senza aggiunta di amidi. Le anime vengono poste nelle tradizionali bassine di rame rotanti, mantenute in costante movimento e scaldate da una fiamma viva. Lo sciroppo di zucchero viene aggiunto gradualmente: con un mestolo, per ottenere confetti dalla superficie liscia, oppure a filo, tramite un piccolo imbuto detto lavesino, per creare la caratteristica finitura leggermente crespa.
la bottega della frutta e dei fiori
La canditura è un'arte lenta, paziente e artigianale, che richiede tempi e gesti diversi per ogni frutto. Seguendo l'antica tradizione genovese della canditura fine, la frutta viene lavorata intera: ogni pezzo viene bucato manualmente per favorire la naturale fuoriuscita dell'acqua e consentire allo zucchero di penetrare
lentamente nella polpa.
Dopo un'attenta selezione, i frutti vengono immersi in uno sciroppo di zucchero la cui concentrazione aumenta progressivamente nel corso di circa quindici giorni. Attraverso il lento processo di osmosi, l'acqua viene
gradualmente sostituita dallo zucchero, preservando la struttura del frutto e custodendone profumi, consistenza e sapori.
Solo al momento del consumo il candito viene ghiacciato: una sottilissima glassatura di zucchero che ne protegge la naturale morbidezza e ne
mantiene l'umidità.
la bottega dei fondant
Questa bottega affonda le sue radici nell’antica arte confettiera descritta da La Varenne nel 1667 ne “Le parfait confituriere”, primo trattato dedicato alla trasformazione dello zucchero e ai suoi delicati passaggi di cottura.
Qui la creatività degli artigiani incontra la materia dello zucchero, trasformandola in forme, colori e sapori ispirati alla natura.
A custodire queste creazioni è la raffinata tecnica della brillantatura, un’antica lavorazione che dona luminosità allo zucchero e ne permette la conservazione naturale.
la bottega dei dolci
Conosciuta anticamente come “Four”, questa bottega custodisce la nascita dei celebri “Dolci di Romanengo”, le creazioni del confettiere che si distinguono dalla pasticceria fresca per l’assenza di farine, burro e uova.
Qui gli ingredienti provenienti dalle altre botteghe – come il cioccolato e la frutta candita – incontrano la pasta di mandorle cruda o fondant, dando vita a dolci unici per equilibrio e raffinatezza. La lavorazione è ancora oggi esclusivamente manuale: il gesto preciso dell’artigiano modella ogni creazione, conferendole una forma e un’estetica distintive.
I pochi macchinari presenti sono dedicati alla preparazione degli impasti e testimoniano una lunga storia artigianale: una raffinatrice a cilindri di granito dell’Ottocento, una torroniera degli anni Quaranta e una cuocicrema.
la bottega delle confezioni
Le confezioni sono parte essenziale dell’identità di Romanengo e racchiudono un vero rito di artigianalità.
Realizzate in legno dagli artigiani di Ruta di Camogli o in carta, talvolta arricchite da profili in velluto, le confezioni riprendono forme e dettagli della nostra storia.
La più iconica è quella rettangolare, che richiama le cassette in cui venivano disposti i frutti freschi appena raccolti, poi trasformati in frutta candita.
la carta blu, lo spago e la matita
La carta blu delle nostre confezioni richiama la storica “carta da zucchero”, usata un tempo per avvolgere i coni di zucchero.Lo spago bianco, invece, lega una matita in omaggio all’antico modo di trasportare i pacchi prima dell’arrivo delle borse, quando bastava un semplice intreccio di spago per portarli con sé.
L'ESPERIENZA CONTINUA
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LE NOSTRE
BOTTEGHE
Esplora le BottegheLuoghi in cui la tradizione continua a vivere ogni giorno, accogliendo chi desidera scoprire un patrimonio di sapori, profumi e gesti custodito da generazioni. Ogni dettaglio esprime l'identità Romanengo e una cultura dell'eccellenza che si tramanda nel tempo.
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la NOSTRA
STORIA
Esplora la storiaUna storia iniziata nel 1780, attraversando guerre, epidemie e gli anni più floridi della Repubblica di Genova. Generazione dopo generazione, la famiglia Romanengo ha custodito e tramandato con passione la propria arte, diventando un punto di riferimento per la produzione artigianale di confetti, canditi e altre eccellenze dolciarie che ancora oggi raccontano la tradizione genovese.